Assunzioni da GPS anche per posto comune: novità, regole e limiti della nuova misura

Reclutamento docenti da GPS: svolta in vista con l’estensione ai posti comuni?

Una possibile svolta per la stabilizzazione dei precari: due emendamenti al Decreto Scuola puntano a rendere strutturale l’immissione in ruolo dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, allargando la misura anche alle materie ordinarie. L’analisi della segreteria nazionale ANIEF.


Le assunzioni a tempo indeterminato attraverso le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) potrebbero presto uscire dalla dimensione della misura d’emergenza per diventare un canale d’accesso permanente. Non solo: la vera novità risiede nella volontà di estendere questo meccanismo anche ai posti comuni, superando l’attuale limitazione ai soli posti di sostegno.

È questo il cuore della proposta contenuta in due emendamenti al recente Decreto Scuola, avanzati dalle forze di maggioranza (Fratelli d’Italia e Lega). Tuttavia, la misura prevede una precisa gerarchia: l’attingimento dalle GPS avverrà esclusivamente dopo aver esaurito i canali di reclutamento prioritari.

A fare il punto sulla portata di queste novità è intervenuta Chiara Cozzetto, esponente della segreteria nazionale ANIEF, durante una diretta di approfondimento.

Cosa prevedono gli emendamenti della maggioranza

Le proposte emendative mirano a stabilizzare la procedura per tutti gli insegnanti in possesso di abilitazione o specializzazione inseriti nelle GPS. In sostanza, qualora la modifica venisse approvata nel testo definitivo della legge, non occorrerà più attendere proroghe di anno in anno per attivare le assunzioni straordinarie.

“L’inserimento dei posti comuni e la renderizzazione strutturale della procedura rappresentano la vera novità: non servirà più un rinnovo annuale se la norma entrerà a regime”, ha evidenziato Cozzetto.

L’ordine di reclutamento: le GPS restano in coda

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione riguarda la sequenza operativa delle immissioni in ruolo. La norma stabilisce una scaletta ben definita:

  • Completamento delle procedure concorsuali ordinarie e scorrimento delle GAE (Graduatorie ad Esaurimento);
  • Consultazione ed esaurimento degli elenchi regionali;
  • Assegnazione dei posti residui tramite GPS.

Le graduatorie provinciali agiranno quindi come un bacino d’assorbimento di ultima istanza, destinato a coprire esclusivamente le cattedre rimaste vacanti al termine delle fasi precedenti.

Quale sarà l’impatto reale sulle diverse classi di concorso?

L’efficacia di questo nuovo canale non sarà omogenea su tutto il territorio nazionale. Secondo l’analisi del sindacato, l’impatto varierà notevolmente in base alle province e alle specifiche classi di concorso:

  • Aree a forte scoperto: Nelle regioni o per le materie dove i concorsi non riescono a coprire l’intero fabbisogno, l’accesso alle GPS sarà determinante per garantire la copertura dei ruoli ed evitare il ricorso continuo ai supplenti.
  • Classi di concorso saturate: Nelle situazioni in cui sono già presenti graduatorie concorsuali affollate di vincitori e idonei in attesa di nomina, la nuova procedura rischia di non produrre effetti pratici, poiché la disponibilità di posti si esaurirà prima di raggiungere la fase residuale delle GPS.