Razionalizzazione della rete scolastica: deliberati i poteri sostitutivi per quattro Regioni
In seguito al mancato adempimento dei piani di organizzazione scolastica da parte di alcune amministrazioni regionali, il Governo ha proceduto, nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, all’attivazione dei poteri sostitutivi. La gestione del cosiddetto “dimensionamento” passerà dunque ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali (USR) in Sardegna, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.
Il quadro normativo e le nomine dei Commissari
L’intervento si è reso necessario per garantire l’attuazione delle riforme legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I direttori degli uffici scolastici territoriali assumeranno il ruolo di commissari ad acta per dare esecuzione ai piani di accorpamento.
Nello specifico, i responsabili del procedimento saranno:
- Toscana: Luciano Tagliaferri (Direttore USR Toscana).
- Sardegna: Francesco Feliziani (Direttore USR Sardegna), il quale ha precisato che l’intervento riguarderà nove istituzioni scolastiche seguendo criteri di sostenibilità amministrativa e occupazionale.
- Umbria: Ernesto Pellecchia (Direttore USR Umbria).
- Emilia-Romagna: Bruno Di Palma (Direttore USR Emilia-Romagna).
Finalità e criteri del dimensionamento
La riforma risponde alla necessità di adeguare la rete scolastica nazionale al trend demografico decrescente. Il parametro di riferimento è il coefficiente di 938 alunni per istituzione, soglia individuata per determinare l’assegnazione di una dirigenza autonoma.
È opportuno precisare che il provvedimento ha natura prevalentemente organizzativo-amministrativa: l’obiettivo è la riduzione del numero di autonomie (dirigenze e segreterie) senza prevedere la chiusura dei singoli plessi scolastici sul territorio.
Analisi delle criticità e impatto sul sistema
Nonostante le finalità di razionalizzazione, la misura solleva questioni complesse, in particolare per le aree interne e a bassa densità abitativa. In queste zone, la gestione di più plessi distanti tra loro da parte di un unico Dirigente Scolastico pone sfide logistiche e gestionali che potrebbero influenzare il rapporto diretto con le comunità scolastiche.
Le posizioni delle parti sociali
Le organizzazioni sindacali mantengono una posizione critica, sottolineando i possibili rischi per la qualità dell’offerta formativa:
- Anief: evidenzia il calo delle autonomie scolastiche nell’ultimo quindicennio, auspicando una futura revisione dei parametri.
- Flc Cgil: esprime preoccupazione per la contrazione dei posti di lavoro (circa 1.400 tra personale dirigente e DSGA) e per l’impatto sulla stabilità della governance.
- Cisl Scuola: sollecita un confronto che superi le contrapposizioni ideologiche, ponendo al centro la funzionalità del sistema istruzione.
