Maturità 2026 al via il 18 giugno: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo esame
Guardando ai numeri dei diversi percorsi scolastici, la fetta più grande è rappresentata dai licei con 273.854 studenti, seguiti dagli istituti tecnici (167.136) e dagli istituti professionali (86.617).
Un esame che punta su responsabilità e autonomia
La vera parola chiave della Maturità che debutta quest’anno è responsabilità. Il nuovo impianto d’esame non si limita a verificare le conoscenze e le competenze specifiche delle singole materie d’indirizzo, ma mira a valutare la maturazione personale, l’autonomia e la crescita complessiva dei ragazzi.
Nel voto finale e nel giudizio della commissione peseranno in modo significativo diversi fattori che riflettono lo sviluppo integrale dello studente:
- L’impegno dimostrato durante l’intero percorso scolastico;
- Le esperienze e le attività svolte nell’ambito dei percorsi scuola-lavoro;
- Il livello di competenze digitali acquisite;
- Il percorso maturato nell’insegnamento dell’Educazione Civica.
In quest’ottica, il Curriculum dello studente smette di essere un semplice documento burocratico e diventa un elemento centrale di valorizzazione, assumendo anche una forte funzione orientativa per il futuro universitario o per l’ingresso nel mondo del lavoro.
Le prove scritte: date e modalità
L’iter d’esame si articolerà secondo un calendario ben preciso:
- Prima Prova (18 giugno): Uguale per tutti gli indirizzi, prevede la scelta di una traccia tra 7 proposte ministeriali. Gli studenti avranno a disposizione un massimo di 6 ore di tempo e non si potrà lasciare l’istituto prima che siano trascorse 3 ore dall’inizio del compito.
- Seconda Prova (19 giugno): La prova d’indirizzo, incentrata sulle materie specifiche del percorso di studi frequentato.
Il nuovo colloquio orale: addio allo “spunto a sorpresa”
Il colloquio orale, che prenderà il via non prima di due giorni dalla conclusione degli scritti, rappresenta una delle novità più radicali di questa edizione. La durata oscillerà tra i 40 e i 60 minuti ed è bene ricordare che da quest’anno la partecipazione attiva è obbligatoria: l’assenza ingiustificata o il rifiuto di sostenere l’orale comporteranno la bocciatura diretta.
Cambia completamente anche la scaletta dell’interrogazione, che si svilupperà in quattro step ben definiti:
- La riflessione personale: Viene archiviato definitivamente il vecchio “spunto a sorpresa” preparato dai professori. Il candidato aprirà il colloquio con un’esposizione personale sul proprio percorso, arricchita dalle esperienze inserite nel Curriculum dello studente.
- Le materie d’indirizzo: L’esame entrerà nel vivo focalizzandosi esclusivamente su quattro materie fisse stabilite dal Ministero dell’Istruzione a fine gennaio, specifiche per ciascun indirizzo.
- L’esperienza scuola-lavoro: Il maturando illustrerà le competenze e le attività apprese durante i percorsi di formazione scuola-lavoro.
- Educazione Civica e Costituzione: La parte finale sarà dedicata a un confronto attivo su tematiche civiche, i diritti di cittadinanza, i principi della Costituzione e la sostenibilità ambientale.
