Nuovo CCNL Scuola e arretrati ore eccedenti: chi ha diritto alla rivalutazione?

Nuovo CCNL Scuola e arretrati ore eccedenti: chi ha diritto alla rivalutazione?

L’approvazione e l’entrata in vigore del nuovo CCNL Scuola portano con sé una serie di novità economiche, ma anche molti dubbi interpretativi. Uno dei temi più caldi riguarda il calcolo degli arretrati per le ore eccedenti prestate dai docenti nel corso degli ultimi anni. Ci sarà una rivalutazione economica per tutte le attività aggiuntive?

A fare chiarezza su questo aspetto è intervenuto Stefano Cavallini (Anief) durante un recente approfondimento su Orizzonte Scuola TV. L’esperto ha evidenziato come sia fondamentale fare una netta distinzione tra le diverse tipologie di ore extra, poiché non tutte riceveranno lo stesso trattamento.

Ore eccedenti per supplenze brevi: niente aumenti?

Il primo caso analizzato riguarda le ore svolte dai docenti di ruolo o supplenti per sostituire i colleghi assenti per periodi brevi. In questa situazione, le speranze di ottenere un conguaglio o un aumento della tariffa oraria sono molto basse.

Anche si in teoria la retribuzione delle ore eccedenti è legata allo stipendio tabellare (che ora è aumentato), la copertura finanziaria per le sostituzioni temporanee segue un canale diverso. Cavallini ha spiegato che queste prestazioni vengono attinte direttamente dal fondo d’istituto, un budget specifico regolato dalla contrattazione interna di ogni scuola. Di conseguenza, le tariffe già liquidate per le supplenze brevi non dovrebbero subire alcuna variazione retroattiva o adeguamento.

Cosa succede agli spezzoni orario fino a 24 ore

Lo scenario cambia radicalmente quando si parla di spezzoni orario (fino a un massimo di 6 ore) assegnati ai docenti per completare l’orario di cattedra fino a 24 ore settimanali, con contratti in scadenza al 30 giugno.

In questa specifica fattispecie, la possibilità di ricevere gli arretrati e una rivalutazione economica è decisamente più concreta. Il motivo è prettamente tecnico: il compenso per gli spezzoni è calcolato come parte integrante e diretta dello stipendio tabellare annuale. Avendo il nuovo contratto modificato al rialzo la base stipendiale per gli anni di riferimento, anche la quota oraria degli spezzoni dovrebbe essere ricalcolata e adeguata di conseguenza.

Si attende la risposta ufficiale del MEF

Nonostante l’interpretazione sindacale sia ottimista per quanto riguarda gli spezzoni, manca ancora l’ultima parola da parte delle istituzioni finanziarie. Sarà infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a dover sciogliere definitivamente il nodo attraverso una nota esplicativa.

L’Anief ha già annunciato l’intenzione di presentare un quesito formale al Ministero per ottenere linee guida chiare, eliminando ogni incertezza sull’applicazione degli aumenti contrattuali a questa particolare voce retributiva.